PUNTI DI VISTA

PERCHE TROVO COMICA LA "FEBBRE" DA PRIMARIE

MARCO TRAVERSO

 

Nel centro sini­stra, e non so­lo, sale in mo­do esponen­ziale la "febbre da primarie" che - a parte le dichiarazioni iper demagogiche di Bersani, che indica in Papa Giovanni XXIII il suo mo­dello di riferimento - basano la lo­ro comicità su una caratteristica di fondo, che sfugge alla gente non adeguatamente informata.

Analizziamo: per concorrere alle primarie tutti i candidati devono sottoscrivere una carta d'intenti, ampollosamente chiamata Patto per l'Italia, nella quale si dichiara­no, a priori, concordi nel persegui­re obiettivi comuni.

Nell'ultimo punto dell’ultima pagina i candidati . si impegnano a "appoggiare l'ese­cutivo in tutte le misure di ordine economico e isti­tuzionale che nei prossimi anni si renderanno necessarie per difendere la moneta unica e procedere verso un governo politi­co-economico federale dell'euro-zona". Tradotto: i vari Bersani, Vendola, Renzi & Co. sono fin d'ora concordi nel garantire inalterata la politica europea di tagli in nome di quell'euro, moneta unica, che sem­pre più si qualifica come strumen­to di strozzinaggio internazionale. Basta questo per evidenziare una comicità nemmeno troppo im­plicita nell'agire di questi uomini politici: come può, ad esempio, un uomo di sinistra come Vendola da­re in pasto agli elettori tutte le sue parole, davvero troppe, nelle quali si dice contrario ai tagli allo stato sociale, alla sanità, alla scuola, ai trasporti, se poi si impegna a ri­spettare incondizionatamente tutto ciò che l'Europa, legata ai poteri forti della finanza e delle ban­che, gli chiederà di fare? Delle due l'una: o Vendola predicabene e raz­zola male, sperando che i suoi ipo­tetici elettori non abbiano la capa­cità intellettuale di cogliere la con­traddizione, oppure sfida il senso del ridicolo in nome del poltronismo tipico di questa sinistra.

 

TUTTI D'ACCORDO

Bersani, Vendola, Renzi & Co, sono fin

d'ora concordi nel garantire inalterata

la politica dei tagli

 

La situazione è ancora più comica - e si ride per non piangere, si badi bene - a sinistra di Vendola. Diliberto, l'ultimo difensore - a parole - del comunismo ortodosso, tanto da suscitare l'ilarità generale quan­do ebbe a dire di voler portare la mummia di Lenin in Italia, si dice pronto ad appoggiare Vendola.

Per logica, quindi, Diliberto sostiene quello stesso Patto per l'Italia che giura fedeltà assoluta alla politica di tagli che lui - sempre a parole - dice di voler combattere. E che dire di Rifon­dazione Comu­nista? Le cose non vanno me­glio, a sentire le ultime dichiara­zioni del segreta­rio regionale Giacomo Conti, che dichiara - udite, udite - di ap­poggiare nientemeno che il papali­no Bersani. Troppi attori sul palcoscenico che mette in scena l'ennesima farsa di una sinistra capace solamente di accodarsi ai poteri forti -Vaticano, banche, alta finan­za - per farsi un giro, probabilmen­te l'ultimo, al governo: Csp-Partito Comunista si tiene doverosamen­te fuori; denuncia le primarie come l'ennesimo specchietto per le allo­dole con cui si vuole ingannare una volta di più il popolo e invita gli elettori a non figurare come comparsa nella farsa delle primarie, evitando di andare a votarle.

 

L'autore è segretario provinciale del Partito Comunista

 

Da “Il Secolo XIX” del 24/11/2012